Ho constatato che il tema delle associazioni suscita molto interesse. Molti sono i messaggi che mi sono arrivati anche via e-mail sulla questione.
Rispondo qui, sperando di chiarire alcuni aspetti una volta per tutte.
Lo strumento associativo non può e non deve essere considerato uno strumento alternativo all’impresa individuale né, tantomeno, alle società, nello svolgimento di una attività imprenditoriale.
E’ vero che l’associazione può compiere atti che hanno rilevanza commerciale, ma questi devono essere strumentali al raggiungimento dello scopo associativo, in particolare per poter beneficiare di tutte le agevolazioni fiscali previste dal legislatore, che ho evidenziato in un post specifico.
Tipico esempio sono le associazioni culturali o sportive.
Diversamente si configurerebbe una ipotesi elusiva (quando va bene) o addirittura evasiva del fisco, con l’applicazione di tutte le sanzioni del caso (che possono essere anche molto elevate) nell’eventualità di un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Non si creda che questa eventualità sia così remota. L’anno scorso, ad es., l’Agenzia delle Entrate del Veneto ha emanato specifiche disposizioni per accertare ed eventualmente punire tutti quei centri fitness e palestre, che, pur essendo formalmente associazioni sportive, svolgevano una vera e propria attività imprenditoriale.
E’ vero che esistono associazioni che svolgono vere e proprie attività imprenditoriali, ma non è una questione che intendo discutere in questa sede, soprattutto se il fine esclusivo è quello di eludere (evadere?) il fisco.
dr. Antonio Mautone