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 Creare un'associazione con partita iva

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AutoreMessaggio
moonix



Messaggi: 2
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MessaggioOggetto: Creare un'associazione con partita iva   Dom Nov 09, 2008 8:51 pm

Voglio creare un'associazione culturale, e mi serve la partita iva per fatturare degli sponsor di alcune aziende, vorrei sapere tutto ciò che devo fare nei dettagli, perchè in rete ci sono notizie discordanti. grazie.
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dr. Antonio Mautone



Messaggi: 67
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MessaggioOggetto: ASSOCIAZIONI NON COMMERCIALI - COSTITUZIONE   Mer Nov 12, 2008 11:55 am

Ente non-commerciale = ente pubblico o privato diverso dalle società, tanto di capitali (spa, sapa, srl) che di persone (snc, sas, ss) e che non ha per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali (ex. D Lgs 460/97); può svolgere attività commerciali senza perdere la sua qualifica ma tale attività non deve costituire l'oggetto esclusivo o principale dell'ente, essendo la sua finalità istituzionale di natura non-commerciale (ad es. enti di associazione culturale, sportiva, ecc.). Per oggetto principale si intende l'attività essenziale per realizzare direttamente gli scopi primari dell'ente indicati dalla legge, dall'atto costitutivo o dallo statuto.

Ciò significa, in sostanza, che l’ente non commerciale non può avere come scopo quello di fare “profitti” (altrimenti si dovrebbe costituire una società).

Cosa accade, tuttavia, se si volesse costituire una associazione senza scopo di lucro, che occasionalmente, nell’ambito della sua attività istituzionale non commerciale, avesse la necessità di emettere fattura per prestazioni (ad es. per sponsorizzazioni), le quali contribuiscono a finanziare l’associazione?

Il primo passo è quello di redigere un atto costitutivo in cui sia definito:
- lo scopo dell’associazione
- le condizioni d’ammissione degli associati
- le regole dell’ordinamento interno e dell’amministrazione (contenute poi nello statuto, il quale va redatto insieme all’atto costitutivo).

Per poter usufruire dei benefici fiscale previsti per gli enti non commerciali, è necessario inoltre che l’atto costitutivo o lo statuto contengano le clausole previste dall’art. 148 comma 8 del D.P.R. 917/86, in particolare per quanto riguarda:
• Divieto di distribuzione utili
• Devoluzione patrimonio alla cessazione
• Uniformità rapporto associativo
• Redazione rendiconto annuale
• Eleggibilità organi sociali
• Modalità esercizio del voto
• Intrasmissibilità della quota

L’atto costitutivo (e lo statuto) deve essere redatto con la forma: o dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o della scrittura privata registrata.
Di solito si utilizza la forma della scrittura privata registrata, la quale non richiede l’intervento del notaio.
In sostanza, l’atto (con tutti i requisiti su indicati) deve essere firmato dai costituenti in ogni pagina e portato (entro 20 giorni) all’Agenzia delle Entrate, al fine di fare apporre il timbro e il numero di registrazione.

Con l’atto registrato è possibile poi richiedere, sempre all’Agenzia delle Entrate, l’attribuzione del codice fiscale e della partita iva dell’associazione.

Da quel momento l’associazione può emettere fattura, il cui ricavo potrà essere tassato nella dichiarazione dei redditi secondo le modalità forfetarie (e agevolative) previste dalla Legge 398/91 (in alternativa alle modalità ordinarie):
la Legge n. 398/91, infatti, prevede a favore delle associazioni sportive dilettantistiche, associazioni senza fini di lucro e pro loco, particolari modalità di determinazione forfetaria sia del reddito imponibile che dell’IVA da versare, nonché l’esonero dagli adempimenti contabili.

Determinazione del reddito
I soggetti in esame determinano il reddito imponibile ai fini IRES applicando ai proventi incassati, derivanti dall’esercizio di attività commerciali, il coefficiente di redditività del 3% e aggiungendo le plusvalenze patrimoniali (tassate per il loro intero ammontare).

Determinazione dell’IVA
La determinazione dell’IVA segue le regole previste dall’art. 74, comma 6, DPR n. 633/72, in base al quale i soggetti in esame beneficiano di una detrazione forfetizzata pari al 50% dell’IVA a debito.
La predetta detrazione forfetizzata è ridotta al 10% in presenza di prestazioni di sponsorizzazione (per tale ragione si consiglia di riportare nella fattura la dicitura “pubblicità” e non sponsorizzazione, in quanto la pubblicità non è soggetta a tale registringimento) e ad 1/3 per le cessioni o concessioni di diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica.

Adempimenti contabili
In linea generale il regime della Legge n. 398/91 concede l’esonero dagli obblighi di tenuta delle scritture contabili, compresi i registri IVA. In particolare, è previsto l’esonero dalla presentazione della dichiarazione IVA annuale (salvo la presentazione del quadro VO per il primo anno, nel quale si esprime l'opzione per la scelta del regime fiscale previsto dalla 398/91).

Per ulteriori approfondimenti si rimanda a quanto scritto nel post "associazioni sportive & agevolazioni fiscali" nella sezione fiscale.
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moonix



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MessaggioOggetto: Re: Creare un'associazione con partita iva   Dom Nov 16, 2008 5:43 pm

quindi se stiliamo uno statuto e un atto costitutivo e lo andiamo a registrare all'agenzia delle entrate ci attribuiranno la p.iva?

A me tutti dicono che ci danno solo il codice fiscale... che per la p.iva serve l'atto notarile... come mai dicono tutti così?
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dr. Antonio Mautone



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MessaggioOggetto: COSTITUZIONE DI UNA ASSOCIAZIONE CON C.F. E P.I.   Lun Nov 17, 2008 3:34 pm

Non so chi siano i "tutti" a cui fai riferimento, ma ribadisco che per avere la partita iva è sufficiente un atto registrato (anzi, per essere più precisi, in situazioni marginali non servirebbe neppure registrarlo).
Ho costituito diverse associazioni con C.F. e P.I. e la disciplina al riguardo è abbastanza chiara.
Semmai, l'atto notarile (che, ribadisco, non è richiesto) sarebbe stato necessario in sede di attribuzione del C.F., in quanto è il codice identificativo del "soggetto", non della P.I.
La qualificazione fiscale di un soggetto è "neutra" per lo Stato, nel senso che qualunque soggetto può richiedere la P.I., salvo la possibilità dell'Agenzia delle Entrate di verificarne la corretta attribuzione.
Semplicemente, richiedendo la P.I., "dichiari" all'AdE che l'Associazione potrebbe svolgere attività commerciali (come ad es. le sponsorizzazioni).
Spero di essere stato esauriente e di chiudere qui la questione.

P.S: quante associazioni sportive dilettantistiche o enti di promozione culturale conosci che si siano costituiti davanti al notaio? Eppure anche questi soggetti possono avere la P.I....
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MAX



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MessaggioOggetto: ASSOCIAZIONE COMMERCIALE   Mer Nov 11, 2009 5:18 pm

Per la gestione di un marchio da far utilizzare a terzi dopo valutazione dei requisiti, etc., vorrei creare una associazione commerciale non riconosciuta.
Commerciale perche' fatturerebbe il servizio di valutazione e utilizzo del marchio;
associazione costituida da due associati (1 profess. e 1 segretaria) che gestiscono l'iniazitiva, fatturano a terzi il servizio di certificazione e addebitano all'associazione il compenso cariche sociali da far in modo che l'assoc.ne vada in pareggio; inoltre non si verserebbero i contributi inps e la ritenuta acconto recuperata in sede unico delle persone fisiche(profess. e segret.)
Ovviamente l'associazione avra' i suoi registri contabili.

Come si configurerebbe l'associazione?
Quali passi normativi deve adempiere?
E' plausibile un simil operandi?

Grazie 1000
max
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dr. Antonio Mautone



Messaggi: 67
Data d'iscrizione: 14.02.08

MessaggioOggetto: Re: Creare un'associazione con partita iva   Gio Nov 12, 2009 12:34 pm

MAX ha scritto:
Per la gestione di un marchio da far utilizzare a terzi dopo valutazione dei requisiti, etc., vorrei creare una associazione commerciale non riconosciuta.
Commerciale perche' fatturerebbe il servizio di valutazione e utilizzo del marchio;
associazione costituida da due associati (1 profess. e 1 segretaria) che gestiscono l'iniazitiva, fatturano a terzi il servizio di certificazione e addebitano all'associazione il compenso cariche sociali da far in modo che l'assoc.ne vada in pareggio; inoltre non si verserebbero i contributi inps e la ritenuta acconto recuperata in sede unico delle persone fisiche(profess. e segret.)
Ovviamente l'associazione avra' i suoi registri contabili.

Come si configurerebbe l'associazione?
Quali passi normativi deve adempiere?
E' plausibile un simil operandi?

Grazie 1000
max


Ritengo che l'ipotesi proposta sia del tutto impraticabile.
Si configurerebbe certamente una ipotesi elusiva, se non addirittura evasiva, del fisco.
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julianlarives



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Data d'iscrizione: 02.07.10

MessaggioOggetto: problema relativo agli accordi di co-marketing   Ven Lug 02, 2010 9:20 am

Gentile Dr.Matrone,

le scrivo per chiederle un aiuto per la risoluzione di una situazione che ad oggi è surreale

sto producendo un festival musicale e ancora mi trovo a non avere sponsor nè finanziamenti di enti perchè non è cosa semplice alla prima edizione per tutta una serie di motivi (esperienza, storico, etc)

tuttavia sto chiudendo degli accordi di co-marketing/media partnership con dei media nazionali (televisioni, radio, social networks, riviste)

questo, specialmente per le spa e le grandi aziende, è possibile solo tramite scambio di fatture di pari valore saldate a compensazione, ad esempio per importi di 5000/10000/15000 euro, senza necessità di bonifico, che diano un valore allo spazio concesso da entrambe le parti (gli spot da una parte, il lavoro di comunicazione sull'evento dall'altra)

il tutto sembrerebbe ottimo per una attività di una associazione culturale senza scopo di lucro che vuole produrre il primo evento senza grandi costi con il supporto dei media per la comunicazione

rimangono problematiche relative al fisco e alle tasse che si vanno a pagare su queste fatturazioni

credo di avere due alternative:

1) aprire la partita iva dell'associazione
2) sfruttare una partita iva individuale (sono presidente dell'associazione)

1) ho letto nel suo precedente post che ci sono tutta una serie di agevolazioni per le partite iva delle associazioni culturali senza scopo di lucro (che è questo caso)

mi rimangono oscuri alcuni punti:
poniamo che apro questa partita iva dell'associazione e fatturo 20'000 euro in uscita e 20'000 euro in entrata, e messo in chiaro che praticamente è una delle pochissime operazioni dell'associazione culturale che sostanzialmente produce solo questo unico evento durante l'anno

a) sono tenuto a tenere la contabilità della partita iva presso un commercialista? b)sono tenuto a fare una dichiarazione completa o parziale di queste fatturazioni ?
c)essendo costretto a fatturare con un iva del 20% affinchè i media possano scalare i loro costi, ciò mi garantisce che alla fine la mia iva venga annullata ?
d)su queste fatturazioni, devo pagare quote irpef o sostitutive irpef piuttosto che inps o altre tassazioni ?

2) se sfrutto una p.iva individuale e ce l'ho a regime agevolato, va a finire che perdo il 20% dell'iva regalando questi soldi al fisco, che nel caso di 20'000 euro sono ben 4000 euro

se sfrutto una p.iva individuale a regime ordinario, scalerei l'iva, ma credo che poi ci sarebbero 20% inps e 20% irpef su queste fatturazioni, ovvero 8000 euro.
mi sto sbagliando ? inps e irpef si pagano sull'imponibile o sul fatturano nel regime ordinario ?

dovrei comunque in qualche modo poi fare un passaggio ulteriore tra la mia partita iva individuale e l'associazione culturale ? posso considerare le due organizzazioni coproduttori dell'iniziativa ?

la ringrazio molto
un cordiale saluto
Marco
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